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In questo saggio volutamente provocatorio, giunto alla seconda edizione, l'autore - formatore, counsellor, sindacalista, economista del lavoro e laureato in scienze e tecniche psicologiche, osservatore critico del "pensiero unico" - ci guida in un viaggio tra psiche, economia e società per comprendere perché oggi milioni di persone accettino, senza porsi domande, la narrazione dominante sul riscaldamento globale.
Attraverso le lenti della psicologia sociale e cognitiva, l'autore smaschera bias, illusioni percettive e meccanismi di conformismo collettivo che condizionano le nostre "credenze ambientali". Un saggio che non nega il cambiamento climatico, ma ne rifiuta l'uso ideologico, dogmatico e colpevolizzante fatto dalla narrazione dominante. Perché la vera emergenza del XXI secolo è soprattutto la libertà di pensiero. Ed il pensiero liberale, unito ad un sano uso della ragione e della critica, va riscoperto, tutelato e divulgato.
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