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In "Segretaria" un avvocato infligge alla ragazza neoassunta punizioni corporali sempre piů degradanti. I corpi marchiati da un uso e un abuso reificante sono, in "Cose", oggetti da collezionare al pari delle chicche racimolate nei vari mercatini delle pulci. E in "Pezzo folk", la stessa pagina di giornale riporta voyeuristicamente la notizia della partecipazione a un talk show televisivo di un pluriassassino reo confesso, accanto a quella della donna intenzionata a far sesso con mille uomini di fila e battere cosi il record della disciplina. Masochismo e sadismo, violenza, sessualitŕ morbosa, dipendenze, tutto l'armamentario dell'agonia dei sensi che all'uscita della prima raccolta di racconti, nel 1988, aveva fatto di Mary Gaitskill la dark lady del panorama letterario americano, in realtŕ si limita ad approfondire il ben piů sottile armamentario dell'agonia delle sensibilitŕ: abbandoni e rinascite, ferite sommariamente ricomposte da uno slancio di umanitŕ, o solo dal ciclo inarrestabile della natura e della vita. La madre di "Eden" assiste alle mutazioni di una famiglia che perde pezzi sotto i suoi occhi, mentre in "Non piangere" due americane di mezza etŕ giungono in una Addis Abeba in fermento preelettorale per un'adozione indipendente. Per raccontare le nostre fragilitŕ, Mary Gaitskill non ha paura di affondare le mani nella carne di cui siamo fatti, dipingendo immagini di goyesca fisicitŕ.