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Esiste un momento esatto, nel silenzio della notte, in cui la luce blu di un monitor smette di essere uno strumento e diventa un portale. In quegli anni a cavallo tra il vecchio millennio e l'incertezza del nuovo, le chat non erano solo luoghi di incontro; erano territori di frontiera, terre di nessuno dove l'identità poteva essere reinventata, mascherata o ferocemente distrutta.
Questo romanzo non è solo la cronaca di un'indagine poliziesca nella Roma dei vicoli e dei segreti; è un'immersione nel voyeurismo psicologico, una discesa nei gironi d'inferno della comunicazione mediata. Qui, il predatore non ha bisogno di nascondersi negli angoli bui delle strade: gli basta un nickname galante, una sintassi curata e la capacità di leggere le fragilità umane attraverso lo schermo di un computer.
Al centro di questa tela di ragno troviamo il Commissario Tommasi, un uomo di legge costretto a fare i conti con un male che non lascia impronte digitali, ma solo tracce di dati volatili. Accanto a lui, una squadra che è specchio di una società in mutamento: l'ispettrice Clara, sospesa tra il dovere e un'attrazione pericolosa per il rischio, e Maurizio, la mente informatica che scoprirà a proprie spese come la tecnologia possa diventare il più crudele degli specchi.
Tra le righe di questa storia si muove l'Uomo Nero, una figura mitologica eppure terribilmente reale, che trasforma il desiderio di compagnia in un rituale di sangue e cenere. È un'ombra che chiede alle sue vittime di vestirsi di nero, quasi a voler anticipare il lutto che sta per colpirle, in un gioco di seduzione che si nutre di solitudine e noia borghese.
Leggere queste pagine significa accettare una sfida: quella di guardare oltre la superficie rassicurante della nostra quotidianità e riconoscere che, dietro ogni profilo "gentile", potrebbe nascondersi l'abisso. Perché la verità più amara che emerge da questo racconto è che il mostro non è mai un estraneo irriconoscibile, ma qualcuno che sa esattamente quali parole usare per farsi aprire la porta di casa.
Benvenuti nella stanza privata dell'orrore. Mettetevi comodi, spegnete le luci della stanza e lasciate che sia solo il monitor a illuminare il vostro volto. La chat sta per iniziare.
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